INDICAZIONI :
• TRATTAMENTI IMPLANTO-PROTESICI MANDIBOLARI/MASCELLARI
• INDICATO NELLE CLASSI OSSEE tipo D1 – D2 – D3 – D4
• ADATTO NELLE GRAVI ATROFIE VERTICALI MANDIBOLARI E MASCELLARI
DISPONIBILE:
Diametro: 5.5 – 6.0 – 7.0
Lunghezza : 6 mm – 7 mm
Materiale: Titanio grado 4
Gli impianti dentali short rappresentano una risposta moderna e altamente specializzata alle riabilitazioni in condizioni anatomiche sfidanti, dove l’altezza ossea residua è ridotta e gli interventi rigenerativi risultano invasivi o controindicati. Progettati per massimizzare la stabilità primaria in spazi verticali limitati, gli impianti short combinano geometrie compatte con macro‑design avanzati, garantendo un ancoraggio sicuro anche in creste posteriori atrofiche.
La ridotta lunghezza implantare è compensata da un profilo filettato ottimizzato, da superfici con trattamento SLA e da una distribuzione delle forze studiata per minimizzare i carichi marginali. Questo approccio consente di preservare il patrimonio osseo residuo, ridurre la necessità di procedure rigenerative e semplificare l’intero percorso chirurgico.
Gli impianti short si dimostrano particolarmente efficaci nelle aree posteriori di mandibola e mascella, dove la vicinanza a strutture anatomiche critiche – come il nervo alveolare inferiore o il seno mascellare – limita l’utilizzo di impianti convenzionali. La loro versatilità li rende una scelta affidabile per riabilitazioni singole, multiple e per protocolli a carico immediato selezionati.
Per il clinico che ricerca soluzioni minimamente invasive, predicibili e biomeccanicamente solide, l’impianto short rappresenta un’opportunità concreta per ottenere risultati stabili nel lungo termine, riducendo tempi, rischi e complessità chirurgiche.
INDICAZIONI :
• TRATTAMENTI IMPLANTO-PROTESICI MANDIBOLARI/MASCELLARI
• INDICATO NELLE CLASSI OSSEE tipo D1 – D2 – D3 – D4
• ADATTO NELLE GRAVI ATROFIE VERTICALI MANDIBOLARI E MASCELLARI
DISPONIBILE:
Diametro: 5.5 – 6.0 – 7.0
Lunghezza : 6 mm – 7 mm
Materiale: Titanio grado 4
Gli impianti short sono impianti con lunghezza di 6mm e 7 mm, progettati per riabilitare creste ossee con altezza ridotta, evitando procedure rigenerative invasive.
1. Caratteristiche tecniche principali
2. Lunghezza ridotta (6 – 7 mm)
– Gli impianti short sono progettati per essere inseriti in creste con altezza ossea limitata, evitando rigenerazioni verticali.
3. Design bifasico
– vite endossea inserita nell’osso, moncone protesico avvitato nella seconda fase chirurgica (ad eccezione del carico immediato)
4. Filettatura ottimizzata
– Filetti a passo differenziato: passo ridotto nella porzione coronale (microfiletto) per aumentare la stabilità corticale; passo più ampio nel corpo dell’impianto per facilitare la condensazione ossea.
– macrofiletti aggressivi per aumentare la stabilità primaria
– filettatura progressiva per distribuire meglio le forze
– La forma cilndro-conica dell’impianto abbinata a una forma di spira con alta capacità di taglio garantiscono un’ottima stabilità primaria dell’impianto anche in caso di osso poco compatto.
2. Trattamento Superficiale
5. Trattamento superficiale SLA (sabbiatura + doppia acidificazione)
– Favorisce una rapida osteointegrazione.
– Aumenta la superficie di contatto osso-impianto.
– migliorare l’osteointegrazione anche in impianti corti.
6. Connessione protesica stabile
– Connessione conometrica morse con esagono interno antirotazione
– platform switching
– maggiore controllo biomeccanico
3. Indicazioni cliniche
Gli impianti short sono indicati quando l’altezza ossea è ridotta, ma la qualità ossea è sufficiente per garantire una ottima stabilità primaria.
– Indicati per carico immediato selettivo in presenza di buona stabilità primaria.
– Atrofia verticale moderata
– Zone posteriori mascellari e mandibolari
– Pazienti con controindicazioni a interventi invasivi
– Sostituzione di singoli denti o piccoli ponti
4. Vantaggi clinici
– Minore invasività rispetto ai trattamenti con rigenerazioni ossee
– Costi inferiori rispetto a interventi rigenerativi complessi
– Alta predicibilità se usati correttamente
– riducono/eliminano il numero di situazioni in cui sono richiesti trattamenti rigenerativi aggiuntivi;
– permettere trattamenti più semplici e più predicibili.
⚠️ Limiti e considerazioni
– Non indicati in caso di atrofia ossea severa (dove servono zigomatici o pterigoidei)
– Richiedono buona qualità ossea per stabilità primaria
– Non ideali per ponti molto estesi
– Biomeccanica più delicata → necessità di corretta distribuzione delle forze di masticazione
È una soluzione progettuale degli impianti dentali in cui il diametro del moncone protesico è intenzionalmente più piccolo rispetto alla piattaforma dell’impianto. Questo arretramento della connessione crea uno spazio di sicurezza tra l’osso crestale e la microfessura impianto-moncone.
Benefici principali
🔹 Preservazione dell’osso crestale
La connessione più interna allontana la microfessura dall’osso, riducendo l’infiammazione e limitando la perdita ossea fisiologica.
🔹 Stabilità dei tessuti molli
Con un osso più stabile, anche la gengiva mantiene un profilo più armonioso e prevedibile, migliorando l’estetica del risultato.
🔹 Migliore sigillo biologico
La distanza tra osso e microgap riduce il rischio di infiltrazione batterica, contribuendo alla salute a lungo termine dell’impianto.
🔹 Longevità protesica
Una base ossea più solida garantisce maggiore stabilità alla protesi, riducendo complicanze e migliorando la durata del trattamento.
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